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aprile
2012

Il Museo Campano

scritto da in Beni culturali

Il Museo Campano il cui nome ufficiale completo: Museo Provinciale Campano di Capua, oggi rinnovato, è il principale museo storico dell’antica Campania (poi di Terra di Lavoro e oggi compresa nella Provincia di Caserta), oltre che uno dei più importanti della Campania e d’Italia.
Conserva la più importante collezione mondiale di Matres Matutae, dette anche Madri di Capua, provenienti dall’antica Capua.

Istituito con Decreto Reale il 21 agosto del 1869, fu aperto al pubblico il 31 maggio 1874, con sede nel centro storico di Capua in Palazzo Antignano (1450 – 1454), in seguito ampliata fino a comprendere l’adiacente settecentesco ex Monastero della Concezione.
Il 9 settembre 1943, in piena seconda guerra mondiale, gli alleati anglo-americani bombardarono la cittadina, che riportò gravissimi danni ad abitazioni e monumenti, alcuni dei quali furono rasi al suolo; la stessa sede museale di palazzo Antignano subì danni notevoli alla struttura, mentre le opere furono messe al sicuro, prima dei bombardamenti, grazie all’iniziativa dell’allora direttore Luigi Garofano Venosta.
Dal 1945 si procedette ai lavori di ricostruzione, durati fino al 1956, anno in cui avvenne riapertura.

Furono inoltre risistemate le varie sale con i relativi reperti e fu così che il Museo Campano riacquistò una nuova e più funzionale immagine, presentandosi con una divisione nei due reparti Archeologico e Medioevale, con all’interno la più cospicua biblioteca di Terra di Lavoro (72.000 volumi), 32 sale di esposizione, tre cortili ed un ampio giardino.
Il Palazzo Antignano è considerato un raffinato esempio dell’architettura civile catalana.
La costruzione originaria del Palazzo risale probabilmente al secolo IX, cioè all’epoca della fondazione della Capua longobarda. La trasformazione definitiva del palazzo e l’ampliamento dello stesso mediante la costruzione di un cavalcavia è attestato dal “Regesto della Cancelleria Aragonese” dove si legge che Alfonso I d’Aragona nel 1453 “ratifica e conferma a Francesco Antignano la licenza di costruire una lamia vicino alle pareti del sedile chiamato degli Antignano in Capua”.

Per maggiori approfondimenti visita il sito del Museo Campano