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maggio
2012

La prudenza e l’audacia, di Toni Iermano

scritto da in Presentazioni

Mercoledì 30 maggio 2012, sarà presentato alla Libreria Feltrinelli di Caserta, con inizio alle ore 18, il libro di Toni Iermano, La prudenza e l’audacia. Letteratura e impegno politico in Francesco de Sanctis, l’Ancora del Mediterraneo, 2012. Con l’autore interverranno Felicio Corvese, presidente del Centro Studi “F. Daniele”, Luca Frassineti, docente di Letteratura Italiana della SUN, Luigi Musella, docente di Storia Contemporanea della Università “Federico II”. Modererà il dibattito Ida Alborino, docente e critico letterario.

Il titolo dell’importante lavoro di Iermano, che è autore di numerosi saggi e ricerche sulla letteraturatura italiana, disciplina che insegna nell’Università di Cassino, sintetizza la vita e la straordinaria opera di Francesco De Sanctis, un grande italiano ed un protagonista assoluto del risorgimento nazionale, a torto poco ricordato nelle celebrazioni del centocinquantenario appena concluse.

L’autore, attraverso un’accurata ricerca sulle fonti ed una rilettura attenta dell’opera del critico irpino, ne ricostruisce la formazione, l’impegno politico attivo ed il pensiero che appare strettamente legato alla sua fondamentale attività di storico della letteratura italiana nella quale  trasfonde i suoi coerenti e forti ideali di libertà e progresso. Per quegli ideali egli si batté sin da giovanissimo, partecipando ai moti del 1848 a Napoli, svolgendo un’intensa attività di opposizione al governo assolutistico dei Borboni insieme a Luigi Settembrini e, per questo subì, prima il carcere e poi l’esilio. Autentico maestro di democrazia liberale, fieramente avverso ad ogni autoritarismo, De Sanctis, anticipando giudizi ed analisi di Gaetano Salvemini, stigmatizzò le derive trasformistiche  e personalistiche della politica postunitaria, nella quale l’interesse generale diveniva  “passaporto a’fini privati”, dando nel suo Un viaggio elettorale, un’efficacissima rappresentazione delle condizioni nelle quali si trovava la provincia meridionale all’indomani dell’Unità.

Il libro delinea, con ricchezza di riferimenti, la brillantissima attività intellettuale di un maestro indiscusso degli studi di letteratura italiana, insieme alla profonda e coerente dirittura morale che egli seppe mantenere anche nelle velenose competizioni elettorali e nelle responsabilità di pubblico amministratore, prima come governatore della provincia di Avellino e poi da ministro nei primi governi liberali.