gio15
novembre
2018

a proposito di Reggia, di P. Iorio

scritto da in Beni culturali

A proposito di Reggia.

L’ampio reportage di Gigi di Fiore (che sarà con noi a caserta il 23-11 per il suo nuovo libro) ha richiamato e sollecitato con forza  il ministro competente a porre una adeguata attenzione alla Reggia Vanvitelliana. Dopo la gestione Felicori, si corre il rischio di ritornare indietro. All’ex direttore va riconosciuto il grande merito di avere riportato il monumento al ruolo di grande attrattore dei flussi turistici, grazie al suo attivismo ed alla sua presenza costante. Come abbiamo già sottolineato, la sua gestione è stata caratterizzata da buoni risultati sul piano dell’immagine, ma anche da qualche limite ed ombra nella gestione e manutenzione del monumento. Per la sua sostituzione occorre una soluzione certa e stabile, che non può fermarsi alla nomina di un direttore reggente ad interim da parte del Mibac (da notare la scomparsa del T di turismo, passata ad altro ministero, quello dell’agricoltura).

In attesa di questa soluzione tocca alle forze culturali ed alle istituzioni locali il compito di offrire contributi di idee e proposte anche innovative. A tal fine una grande occasione si può presentare con gli eventi in fase di programmazione per il bicentenario di Caserta capoluogo. Al Sindaco ed al Presidente della Provincia avanziamo la proposta di organizzare una sorte di Conferenza dei Servizi sul ruolo strategico della Reggia per il futuro dei beni culturali e dell’economia del nostro territorio. Infatti, il monumento può continuare ad accrescere la sua valenza di grande attrattore dei flussi turistici (in primo luogo di quelli internazionali), non solo come punto finale di destinazione e di arrivo. Ma anche di partenza per la conoscenza del ricco patrimonio storico ed artistico che offre Terra di Lavoro, in base alla definizione di “itinerari turistici” sulle direttrici dei siti borbonici e di quelli archeologici lungo l’Appia. Inoltre, spetta alla comunità casertana il compito di attrezzare luoghi e centri di accoglienza (con offerte di servizi culturali, di artigianato artistico e di qualità, dei prodotti tipici e di eccellenza del nostro territorio). A tal fine vi sono segnali interessanti con i due progetti attivati da Confindustria: Welcome Caserta e riqualificazione della grande piazza Carlo III.

Spetta anche alla rete di associazioni ambientali e culturali la capacità di animazione e connessione, con le stesse attività delle piazze del sapere, dei gruppi che fanno teatro ed altre attività creative. Al nuovo direttore di Palazzo Reale chiediamo di porre attenzione da subito ad alcuni interventi utili per riaprire la Reggia alla città. In primo luogo va facilitata la possibilità di accesso e di fruizione dei cittadini casertani e dei borghi limitrofi al parco ed ai giardini reali (unico grande polmone di verde, in attesa della destinazione del Macrico). In secondo luogo occorre definire un accordo con il Comune per riaprire alla città la Flora che può e deve ritornare ad essere centro di vita (anche ricreativa) per i cittadini – come avveniva alcuni decenni fa.

Infine, non va dimenticato che con la Reggia si incrocia il destino di un altro servizio fondamentale per la nostra memoria storia ed identità: quello dell’Archivio di Stato, che ora non è accessibile al pubblico e che è in fase di smembramento, nonostante vi siano atti formali come il decreto Soragni. Anche se la gestione risale ad un unico Ministero, ancora non si intravedono soluzioni ad una vicenda assurda e per certi versi anche scandalosa (come ha denunciato il Comitato ed anche la stampa). Su questi obiettivi possono dare un contributo di competenze e di risorse anche altre istituzioni, a partire dalla Regione Campania, come pure il mondo delle imprese e del lavoro (a partire dai sindacati e dalla Camera di Commercio). Senza trascurare l’apporto del mondo della scuola e dell’università.

Pasquale Iorio – Le Piazze del Sapere          Caserta, 14 novembre 2018